Avere Fegato - Una questione di cervello
DIFFUSIONE DELLA CAMPAGNA
IL PROGETTO
  Obiettivo del progetto
Metodologia
  Il tumore del fegato
  Stato attuale
Epidemiologia
Diagnosi
Terapia
Trapianto
  I fattori di rischio
  I fattori di rischio
Cirrosi Epatica
Epatiti Virali
Abuso di alcool
Steroidi Anabolizzanti
  Prevenzione
  10 buone regole
Test: 'Quanto bevo?'
AREA MEDICI
Lo stato attuale
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La storia naturale della malattia è eterogenea e solo parzialmente nota. Si distinguono due forme cliniche: il tumore che si sviluppa su un fegato sano, raro (< 5% di tutti i casi) e sostanzialmente non associato ai fattori di rischio noti e quello che si sviluppa in pazienti con epatopatia cronica più o meno evoluta.
Poiché non è possibile effettuare programmi di screening, la diagnosi del tumore su fegato sano è quasi sempre tardiva e la sua storia naturale poco conosciuta. L'epatocarcinoma che si sviluppa in pazienti con epatopatia cronica, essendo noti i fattori di rischio, può essere precocemente identificato con adeguati programmi di screening, e la sua storia naturale, pur non ancora completamente definita, inizia a delinearsi con una certa accuratezza. Studi prospettici di sorveglianza di pazienti affetti da epatopatia cronica hanno dimostrato che la maggioranza dei casi di epatocarcinoma si sviluppano come tumore singolo, ed hanno una velocità di crescita (tempo di raddoppio del volume misurato all'ecografia od alla TC) che varia tra 1e 20 mesi.
L'epatocarcinoma uno dei tumori più frequenti, anche se presenta un'incidenza diversa a seconda dell'area geografica. In Italia ed in particolare in Sardegna è un problema sanitario di grande importanza, a causa dell'elevata prevalenza delle epatiti virali. Le infezioni croniche da virus dell'epatite B (HBV) e soprattutto dell'epatite C (HCV) rappresentano infatti un importante fattore di rischio per lo sviluppo del tumore primitivo del fegato sia perché portano alla cirrosi epatica, sia perché aumentano notevolmente il rischio di sviluppare il tumore nei soggetti che hanno una cirrosi epatica.
Prima dell'introduzione nella pratica clinica dell'ecografia, la sua reale frequenza era notevolmente sottostimata ed una diagnosi precoce era praticamente impossibile. Attualmente, il controllo periodico dei soggetti ad elevato rischio di sviluppare la malattia consente di identificare le lesioni quando sono ancora di piccole dimensioni e, pertanto, ancora suscettibili di un trattamento efficace.
In gruppi di pazienti altamente selezionati il trapianto di fegato ha dimostrato di poter ottenere la guarigione definitiva, mentre, la frequente presenza di controindicazioni nei confronti dell'intervento chirurgico di resezione epatica, ha spinto la ricerca verso numerose terapie alternative quali l'iniezione percutanea di alcool, la termoablazione mediante radiofrequenza o la chemioembolizzazione, che hanno dimostrato di essere in grado di modificare significativamente l'aspettativa di vita dei soggetti affetti da questa malattia.
Visto il grande numero di possibilità diagnostiche e terapeutiche, non è sempre facile identificare la migliore strategia, che dipende in grande misura dall'esperienza e dalla disponibilità di mezzi dei singoli centri cui è affidata la cura del paziente.
Questo progetto si propone la sensibilizzazione della popolazione onde poter ottenere la riduzione dei principali fattori di rischio di sviluppo del tumore primitivo del fegato, e dei soggetti a rischio, per arrivare ad una diagnosi della malattia in una fase il più possibile precoce che porti ad un aumento dell'efficacia del trattamento.


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